Una settimana, un pilota, Marco Iaffaldano #97

L’uomo di Daytona. Sempre e costantemente al vertice della tensione, nel bene e nel male. Viene da una serie di risultati non avvincenti ma tutti i CINNERS sanno che alla fine la macchina numero 97 sarà li a combattere fino all'ultima cirva per il titolo. Riuscirà nell’impresa? Intanto il primo obbiettivo, ovvero i PO sono in sicurezza, per il resto ci saranno tante gare della verità e se il suo motto è relativo al fatto che l’estinzione è la regola e l’eccezione è sopravvivere, che cosa ci vogliamo aspettare? Ops abbiamo spoilerato la fine della intervista…
Una domanda per tutti quelli che non sono CINNERS, perchè la NASCAR in Italia?
La Nascar è spettacolo, gare tra gladiatori, 40 e oltre macchine con livree stupende che corrono tutte vicine, incidenti che lasciano col fiato sospeso, gare molto livellate che lasciano sempre il dubbio di chi vincerà fino alla fine (anche se poi vincono quasi sempre gli stessi, alla faccia di chi dice che chiunque potrebbe guidare questi bestioni) e il campionato si gioca sempre fino all'ultima gara, grazie al sistema dei playoff. Il limite maggiore per noi europei è il dover spesso girare solo a sinistra... tante persone non riescono a concepirlo.
Parlaci del tuo esordio al CIN
Iniziai nel lontano 2003, dopo aver fatto un anno di esperienza nel Nros di Giaky assieme a Lando (Francesco Landini). All'epoca c'erano quattro serie, si doveva partire dalle gare della serie D per far salire la patente e poter arrivare alla A (sulla falsa riga di come sono strutturate le patenti di Iracing). Ci misi quasi un anno ad arrivare in A, però poi riuscii a vincere inaspettatamente in Kansas! Feci perdere il campionato a Fabbri all'ultima gara per averlo tenuto all'esterno da doppiato per 2/3 giri... per questo mi prese in team con lui l'anno successivo! Ricordo di aver vinto un'altra gara (credo a Michigan). Nel 2005 iniziai ad avere problemi di connessione che non riuscivo a risolvere e mi passò la voglia, il volante finì al macero e i miei giorni da racer finirono lì...fino al rientro del 2019.
Il tuo TEAM? ogni quanto lavorate insieme? pensi sia importante?
Quest'anno abbiamo fondato l'EI TEAM con Lando, Giarca (Giacomo Arcangeli) e Coco (Stefano Montefiori). Purtroppo non riusciamo quasi mai a trovarci assieme in allenamento, in più il cambio auto non ci sta aiutando... il dover partire da zero su tutto necessita di girare tante ore per poter trovare soluzioni soddisfacenti per tutti e quattro, quindi al momento andiamo un po' a braccio. In ogni caso per il divertimento, il coinvolgimento e la collaborazione, un team affiatato è fondamentale. Noi abbiamo la fortuna di conoscerci da una vita e di vivere tutti ad Imola (o vicino). Condividiamo le ulteriori sessioni di allenamento con gli ABS e con i Pegaso. E' sempre utile avere punti di vista diversi, testare long run e confrontarsi con piloti top.
Chi è il tuo pilota preferito nel mondo dei motori?
Kimi Raikkonen, per il suo modo di vivere le corse e tutto quello che ci gira attorno. E' un peccato che le due gare che fece nel 2011 tra Truck e Nationwide non andarono benissimo... ebbe anche la possibilità di correre in Sprint, ma distrusse l'auto in dei test e non se ne fece più nulla.
Da dove vieni, quali sono i tuoi hobby?
Come dicevo, sono di Imola. Sono nato con il rombo dei motori nell'aria... fin da piccolo ho passato giornate intere alle Acque Minerali. Il mio hobby preferito è tenere compagnia al divano, è sempre accogliente e non ti disturba mai!
Il tuo numero ha un senso particolare?
In realtà no, è arrivato per caso. Quando provai per la prima volta Nascar Racing 2003 scelsi la macchina che esteticamente mi piaceva di più, cioè la 97 di Kurt Busch (che casualmente l'anno dopo vinse il campionato). Da allora il numero non l'ho più cambiato.
Motto?
L’estinzione è la regola. La sopravvivenza è l’eccezione.