Il CIN approda in California per gara 4 del campionato

Sarà anche piacevole non alzare mai il piede ma che rischio. Autoclub è il terzo ovale su 4 da percorrere (almeno in prova o da soli) a tutto gas. I piloti del CIN a parte Homestead hanno già capito come correre su questo tipo di ovali con le Next Gen: tutti in fila indiana e via per cercare il treno più veloce ma attenzione ai disastri. In molti hanno ancora negli occhi le 10 gialle di Las Vegas e, aprendo file più recenti anche il Cecconi dello scorso lunedì con più carri attrezzi in pista che vetture. A poco servono gli appelli dei big alla calma sui canali social, quando si corre si corre e in due (o tre) file parallele il big one è sempre dietro l’angolo. Autoclub è cosi: spazioso, inclinato, poche buche (ma buone) e una prerogativa: se sbagli l’ingresso curva hai rovinato il giro e forse qualche macchina di fianco. Meglio partire davanti allora, ma per farlo Miccolis e compagni girano in 40.8, tempi che ai comuni mortali sono inaccessibili, così per non trovarsi nel mezzo del serpentone meglio forse partire in coda.
Come nel calcio c’è la zona Cesarini, dedicata al bomber sempre a segno negli ultimi minuti dei match nel CIN si usa l’adagio “gara alla Pedrocchi” ovvero partire senza prove e aspettare silenti fino agli ultimi giri conservando carrozzerie e gomme. Sarà la tattiche vincente? C’è da dire che con questo tipo di gare l’attesa in molti casi è il migliore compromesso possibile. Il rischio di perdere treno e giro c’è ma forse meglio quello di 10 minuti di riparazione, considerando anche il numero di possibili lucky dogs dopo le gialle. Pronostici? Qui all’headquarter del CIN sono già pronte dosi di Redbull per i piloti della pace car e per i nostri telecronisti che si stanno preparando ad una gara molto lunga. Nel paddock invece c’è fermento tra i top drivers con il ritorno di Iaffaldano che, dopo l’assenza di gara 3, torna tra i big che si giocheranno la testa della classifica sullo speedway della east coast. Gli ABS hanno ormai consolidato il loro treno ma non saranno i soli, Bortolotti e Cedrati non si lasceranno intimorire e attenzione al treno americano Beardsley – Hunt che su questa pista promettono scintille. Ugolotti al Cecconi è riuscito ad approfittare di un big one ma rimane tra i favoriti insieme a Belloli apparso a suo agio nel traffico. Tra gli outsider stavolta Giacometti non può esimersi dall’essere tra i candidati cosi come ci piace Bacchi dopo la piacevole gara di Vegas.

Video