RaceMarket Brickyard 240
Indianapolis, tutti i numeri del tempio nel secondo round dei Playoff
Il 23 febbraio il CIN Cup eSports Series torna sull’ovale più iconico del motorsport americano per la RaceMarket Brickyard 240, secondo appuntamento del Round of 16 dei Playoff. Indianapolis non è soltanto una tappa storica del calendario: è una pista che nei numeri racconta equilibrio, controllo e continuità tecnica.
4 caution di media
14 giri sotto gialla
6 cambi leadership medi
Pole Record: 47.341 (Rabitti)
Fastlap Record: 47.592 (Memmola)
Analizzando l’archivio completo del CIN, il Brickyard ha visto alternarsi vincitori diversi nel corso delle stagioni. In cima alla classifica delle vittorie troviamo Alessio Fabbri con due successi, affiancato nello storico da Antonio Miccolis, anche lui con due affermazioni.
A quota uno figurano Diego Forneris, Niccolò Cedrati, Reuben Bonnici, Riccardo De Nuzzo e Riccardo Rabitti. Un albo d’oro distribuito, che dimostra come Indianapolis non sia mai stata terreno di dominio assoluto ma piuttosto una pista capace di premiare interpretazioni diverse nel tempo.
La statistica delle pole position conferma quanto la qualifica sia determinante su questo tracciato. Antonio Miccolis guida la graduatoria con quattro partenze al palo, seguito da Diego Forneris, Marco Tempesti, Matteo Alaimo, Riccardo De Nuzzo e Riccardo Rabitti, tutti capaci di conquistare almeno una pole.
Il Pole Time Record di 47.341, firmato da Rabitti nel 2005, resta ancora oggi il riferimento assoluto sul giro secco.
Antonio Miccolis – 156
Niccolò Cedrati – 71
Davide Memmola – 70
Diego Forneris – 68
Riccardo De Nuzzo – 60
Se si passa al capitolo velocità pura in gara, il Fastlap Race Record di 47.592, registrato da Davide Memmola nel 2005, racconta un’epoca in cui la ricerca del giro perfetto era centrale nella strategia.
Il passo medio gara è un altro indicatore chiave per comprendere la natura del Brickyard. Il miglior Average Race Time, fissato a 55.914 da Niccolò Cedrati nel 2021, sottolinea come la gestione sul long run sia spesso decisiva più della singola prestazione sul giro.
Indianapolis è una pista piatta, con quattro curve simmetriche, dove la stabilità in ingresso e la trazione in uscita diventano fattori determinanti per non compromettere il ritmo nel finale.
Osservando le vittorie partendo dalla pole emerge un dato interessante: vincere scattando davanti è possibile, ma non automatico. Antonio Miccolis è il pilota che più volte ha trasformato la pole in successo, seguito da Diego Forneris, Riccardo De Nuzzo e Riccardo Rabitti.
Sul piano della continuità, la classifica delle Top 5 vede Alessio Fabbri in testa con sei piazzamenti, seguito da Matteo Bortolotti con quattro e da Antonio Miccolis con tre.
Le medie complessive aiutano a definire ulteriormente il carattere del tracciato: 4 caution per gara, circa 14 giri sotto bandiera gialla e 6 cambi di leadership di media. Numeri che raccontano una pista tendenzialmente lineare, dove il controllo del ritmo e la precisione strategica pesano più del caos.
Nel contesto del Round of 16, questi dati assumono un valore ancora più importante. Indianapolis non è una gara da rimonta disperata né da episodi fortuiti. È una gara che tende a cristallizzarsi, dove l’errore in qualifica o una strategia sbagliata possono risultare difficili da recuperare.
La RaceMarket Brickyard 240 sarà quindi molto più di una semplice tappa playoff. Sarà un banco di prova tecnico e mentale, dove i numeri del passato dialogano con la pressione del presente.
Indianapolis, nel CIN Cup eSports Series, non è mai stata soltanto una gara.
È sempre stata una dichiarazione di maturità competitiva.
