✈️ IL DOTTOR JET – Matteo Ambrogetti 🏁

Velocissimo, tanto che anche nel suo cognome Ambrgetti si percepisce il fascino della velocità pura, quella che non fa complimenti, quella che travolge, quella che ti fa emozionare al solo rombo del motore. Da Ambrogetti a jet il passo è breve, tanto che ci ritornano alla memoria le leggendarie imprese della pattuglia acrobatica nazionale che prima di diventare le leggendarie Frecce Tricolori si chiamavano proprio “Getti Tonanti”. Eh si, se anche voi sentite profumo di cherosene siete nel posto giusto. Fascino old stile delle corse in stile italico, accento e origine marchigiana doc, il fisioterapista di “Marotta” non poteva che essere un pilastro della Scuderia Corse Atomica Meccanica. Fresco del primo podio in carriera targato CIN lo abbiamo raggiunto in riva al mare.

Raccontaci le emozioni del tuo primo podio. Fino all'ultimo l'ansia di continue ripartenze e poi in traguardo e un obiettivo tanto atteso... 

La gara è stata impegnativa già dall' inizio, ho sbagliato entrambi i giri di qualifica e sono partito in fondo al gruppo. Già nel primo giro sono riuscito a recuperare 6 posizioni e mi sono portato intorno alla top10 in fretta. Da lì in poi è stato come sulle montagne russe, salivo in top10 venivo tamponato e tornavo 20°. Ho avuto 2/3 episodi così in gara ma sono riuscito a restare calmo e fortunatamente i danni alla macchina sono stati leggeri. Nella foga della rimonta ho anche fatto un errore a 60/70 giri dalla fine e in quel momento, grazie alla comunicazione con il Team, ho deciso di cambiare gomme. Qui il consumo non è così decisivo come su altre piste ma sapevo di aver bisogno di tutto l'aiuto possibile se volevo arrivare in top5 che era l'obiettivo che mi ero prefissato. Quando sono arrivato in 5° posizione ero piuttosto rilassato, ero più veloce dei piloti dietro ma pur girando leggermente più forte di Bortolotti e Innocente (3° e 4°) sapevo che non li avrei ripresi. La gialla uscita in quel momento mi ha dato una grossa mano, mi ha permesso di recuperare e in ripartenza mi sono portato in 4° posizione. Da lì la tensione è salita alle stelle: nella successiva ripartenza sono partito esterno, facile preda di Innocente. Ho spinto al massimo per mantenere la posizione e l'errore di Bortolotti mi ha permesso di arrivare in terza posizione. Le due gialle successive sono state infinite ma sapevo che ripartendo in posizione interna avrei tenuto più facilmente la posizione e avevo un passo gara buono per prendere qualche metro di vantaggio. Ho tenuto il ritmo fino alla fine, anzi fino a T3 e T4 dell' ultimo giro che ho affrontato praticamente a passo d'uomo pensando solo ad arrivare su quel maledetto traguardo.

Tanto lavoro in pista e con il team e arrivano i risultati. Adesso cosa ci aspettiamo dal proseguo della stagione?

Con il Team riusciamo sempre a fare un ottimo lavoro e arrivare alle gare consapevoli dei mezzi e dei risultati che possiamo ottenere. Daniele Fioravanti è bravissimo nel coordinare lo sviluppo del setup e la preparazione alla gara nonostante il poco tempo che riusciamo a dedicare al simulatore.

Da dove nasce la passione per gli ovali e per quale motivo hai deciso di correre il CIN?

Guardo Days of Thunder 2 volte all' anno da parecchio tempo e più in generale la passione per le gare l’ho sempre avuta già da piccolo con il motocross. Le gare su ovale ho iniziato a farle con iRacing e anche adesso per rilassarmi al simulatore faccio qualche gara corta con Mini e Street Stock. Al CIN ci sono arrivato grazie ad Ivan (Falcone), correvamo nelle official con le street stock e dopo una gara mi ha detto che lui aveva da poco iniziato a correre nel CIN e mi ha chiesto se fossi interessato. Da lì in avanti non ho più lasciato.

Chi sono i favoriti della stagione? Pensi di poter ambire a girare dalle parti del podio sempre più spesso?

Vedo favoriti Loi, Fabbri e Bortolotti. Loi mi ha sorpreso per l’inizio di stagione un po' sottotono ma a Martinsville ha dimostrato che il campione in carica è lui ed è sempre il pilota da battere. Su piste "amiche" penso di poter fare altri buoni risultati, magari un altro podio, chissà.

Finalmente la SCAM torna sul podio, come vivete questi risultati all'interno del team?

Siamo tutti contentissimi, oltre al podio abbiamo fatto tutti e 4 ottimi risultati e nella classifica Team non siamo lontani dal terzo posto. Ma oltre ai punti, nel Team siamo amici e ci conosciamo tutti bene, quando arriva un bel risultato è normale essere felici per un amico.
Nel tuo lavoro hai mai incontrato qualcuno con qualche problema dovuto all'eccessivo sim-racing? chessò, dolori articolari, ginocchia bloccate, caviglie da frenata... Dacci qualche consiglio su come affrontare la gara con la giusta postura.

Fortunatamente il Sim racing non è uno sport ad alto tasso di infortuni. L'unica cosa che viene regolarmente ferita è l'ego.

Mamma mia come è veloce il Jet…ma, come in ogni coppia che si rispetti dietro ad un marito veloce c’è una donna ancora più veloce: “Questa volta il podio è merito degli incoraggiamenti di mia moglie. Io corro sempre con la stessa maglia portafortuna e lunedì non era lavata. Dopo le qualifiche andate male ho detto a mia moglie "È colpa della maglia, sento che c'è qualcosa che non va" e lei mi ha risposto "Guidi tu mica la maglia, è solo scaramanzia". Stavolta è stato vero!”. Ah l’amour…